Juno

Tanto per cominciare, oggi non si mangia. Ieri sera mia figlia, luce dei miei occhi e crema del mio caffè (semi cit.), ha deciso nell’ordine di vomitare, piangere e non dormire, quindi non mi sono cucinata alcunchè per il pranzo. Quando quel benedetto incisivo sarà spuntato affiggeremo proclami e brinderemo a champagne. Stamattina infatti deambulo un po’ così, come mi viene gentilmente concesso da una schiena ammaccata e un sonno bestiale.

9eaf4beffba56283d1b81157ca1f0ab1.jpgComunque, dicevamo che ho visto Juno. Infatti. Cominciamo dai pro, e non leggete se non l’avete ancora visto perchè non bado agli spoiler.

L’attrice Ellen Page, che già conoscevo avendo seguito la season one di Regenesis, recita bene. La protagonista, Juno, è una ragazzina diciamo pure originale, ma Ellen Page la rende normale nella sua originalità. Vale a dire che se l’avesse recitata anche solo un momentino più sopra le righe avrebbe reso Juno la sedicenne più insopportabile mai apparsa in video. Invece così si ha la sensazione di seguire le gesta di una ragazza effettivamente strampalata, che può piacere o meno, ma tutto sommato genuina. In fondo tutti noi a quell’età cerchiamo di essere diversi, spiccare, affermarci. Beh, è l’idea che danno certe trovate di miss McGuff, tipo spostare un salotto in giardino o fumare la pipa.

Visivamente il film è godibile. I colori, le scenografie, la luce.

Qualche nota negativa. La storia è graziosa, ma onestamente l’oscar alla sceneggiatura non ce lo vedo proprio. I dialoghi non sono malaccio, i personaggi sono ben delineati specialmente i McGuff nel complesso, ma ci sono delle parti poco credibili, oltre a dei veri buchi qui e là. Che Juno non sia una cima nell’afferrare al volo certe sottigliezze si capisce un po’ fin da subito (se fai tre test di gravidanza prima di accettare l’idea che hai un inquilino nella pancia sei un po’ de coccio figliola). Ma che le ci vogliano 9 mesi per capire che è innamorata del padre di suo figlio fa un po’ cascare le braghe, più che altro per come si rapportano i due sedicenni durante tutto il film. Detto padre, tra parentesi, vince a mio insindacabile giudizio l’oscar per il sedicenne più imbranatamente tenero dell’anno (e bravo anche a Michael Cera).

I coniugi Loring sono quelli che fanno riflettere. Fanno riflettere me, se non altro. Vanessa fa paura. Ok, non puoi avere figli, e ne desideri tanto uno perchè sei nata per “essere madre” (parole sue). Ma hai gli occhi di una pazza, letteralmente. Una così non è nata per essere madre. Un figlio non lo puoi comprare a tutti i costi, è una persona e non una cosa. Puoi adottarne uno certo. Non ho assolutamente nulla contro le adozioni, anzi ben vengano. Ma c’è un limite. Un bambino allevato da Vanessa Loring me lo figuro come un novello Norman Bates. Vedendo come va a finire il film, a me sembra lampante che quel povero bambino sarebbe stato meglio con qualsiasi altra madre, persino con Juno. Mark Loring invece è il classico uomo infantile, che quando si arriva al dunque svicola. Niente di che, a parte il fatto che è un viscido. Fa pensare perchè di uomini così ce ne sono veramente parecchi.

I buchi. Ad un certo punto i Loring tirano fuori la storia che c’era stato un precedente tentativo di adozione andato male, ma successivamente viene anche detto che l’annuncio sul giornale a cui risponde Juno era lì da sole due settimane, e che Mark non si aspettava che qualcuno rispondesse tanto in fretta. O ho capito male io, e può essere, o qui c’è una falla.

Le risate. Mah. Io non ho riso granchè. Qualcosina qui e là, ma sorrisi più che risate. Quindi mi chiedo che senso dell’umorismo abbiano il famigerato produttore del film che ha scoperto la sceneggiatrice, e la blogger Diablo Cody -che è la sceneggiatrice-. Non che sia indispensabile avere senso dell’umorismo (e del mio tipo magari) per fare e scrivere film, se non che in rete circola la notizia che Diablo Cody sia stata scelta proprio in base al suo umorismo. Di nuovo: mah.

Il bambino. Fa un po’ pena. Non lo vuole nessuno tra quelli che dovrebbero, e chi se lo prende è una pazza ossessiva che lo rovinerà.

La morale. Ognuno tragga gli insegnamenti che vuole da Juno, perchè tanto ci si può vedere qualunque cosa. Comodo, vero? Non un solo giudizio viene dato, su niente e nessuno. Molto aperto e moderno. Così chiunque veda il film approverà, nessuno verrà scontentato, e tutti saranno felici e appagati. Ah, signora Cody Diablo, mica male come pensata!

Giudizio complessivo: da 1 a 10, direi un 7. 

Junoultima modifica: 2008-04-14T12:05:00+02:00da panbox
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