04/06/2009
Antivirus, guardiani e tontoloni.
A cosa serve l'antivirus? No sul serio. Dovrebbe proteggere il pc o no? Se è un antivirus con delle pretese magari fa anche da filtro anti-spam, anti-spyware, firewall, robette del genere. O no? No.
L'antivirus, qui da noi, serve a farmi arrivare presto all'altro mondo. Si dà il caso che qui il parco macchine (non quelle giù al parcheggio, quelle che stanno sopra alle scrivanie) debba venire dotato di un nuovo software al posto del vecchio. Va bene. Il nuovo software costa meno e funziona meglio. Va bene. Ed è vero, eh, per carità. Io l'ho montato appena ci è arrivata la licenza e vado con un filo di gas. Peccato che col nuovo software sia arrivato anche il kit amministrativo centralizzato dello stesso, e per me sono iniziate le maledette rogne. Perchè in teoria da questa interfaccia centralizzata si installa e disinstalla tutto l'installabile e il disinstallabile sui pc aziendali, ma in pratica
1) prima devi montare un agent su ciascun pc, e allora vai di mail@tuttiquantiinazienda.it con su scritto "eccovi un link, scaricate e installatevi l'agent", e dopo un mese chiedi "avete fatto?" e la risposta è sempre no, perchè non ho tempo, ho i calli, i pidocchi, va contro i miei principi religiosi, non so fare, vieni te dai.
2) quando tutti hanno il maledetto agent vai di disinstallazione del vecchio antivirus + deploy del nuovo. E allora succede di tutto, l'apocalisse in confronto è robetta. Pc con due antivirus, o tre addirittura, pc in continuo reboot, pc con l'ego a pezzi, lenti, indecisi. Pc morti.
3) e quindi vai di tour da un piano all'altro (se non tra una sede e l'altra, roba che io ho scampato ma il povero Felipe no. Povero Felipe) e rimetti assieme cocci e ego di miliardi di macchine, mentre tutti ti guardano come se fossi un dannato untore (non l'ho comprato io quell'antivirus! Non c'entro! Vorrei anche dire che mi fa schifo, però non è vero, perchè quando va va benissimo, il problema è quando non va)
Secondo me quell'antivirus l'ha scritto il diavolo.
Ma a parte questo. Sono usciti titolo e trailer del famoso TRICO di cui vi parlavo. Il nome ufficiale è The last guardian, e il trailer è questo qui
Come noterete il ragazzino e la bestiola sono cambiati di già. Il grifone, in particolare, adesso sembra molto più realistico (e carino nella sua bruttezza di simil iena pennuta e rattoide).
Altre news riguardano il fronte domestico: la Duda sa dire la L e biascica anche una R accettabile. Abbiamo anche il dubbio che sia daltonica perchè per lei è tutto giallo o al massimo marrone. La sua predilezione viene dal fatto che il marrone è il colore della cioccàta-cioccatina, nomignolo affettuoso per la cioccolata. Che in teoria nemmeno dovrebbe sapere che esiste, ma ragazzi, la cioccolata è buona per tutti a tutte le età e quindi vediamo di non rompere, ok?
Qui i nomignoli sono all'ordine del giorno ormai, la Duda ama giocare con le parole, e vista anche la sua predilezione smodata per i libri posso dire che anche se di faccia potremmo non essere nemmeno parenti, qualcosa di mio ce l'ha. Tra i suoi libri preferiti al momento figurano I coniglietti tontoloni e Dieci minuti e vai a letto. Sono molto carini, guardateli se vi capita. Certo, dopo la terza ripetizione di fila vengono un po' a noia. A me, almeno. La Duda invece non conosce nè concede requie in questo senso. Vabè.

Sabato prossimo sarò a una mostra di piante, e previo ordine concordato via mail con un vivaista, spenderò un centinaio di euro in esemplari vegetali che a questo punto mi aspetto parlino almeno tre lingue ciascuna e siano abili intrattenitrici per gli eventuali ospiti.
La scrittura è momentaneamente ferma, ho un sacco di idee e motivazione, ma non ho tempo. La sera c'è sempre da fare una lavatrice, dare un'innaffiata, una riordinata, qualcosa. E di giorno lotto con l'antivirus o spingo Duda sul cichitino (triciclo).
C'est la vie. Baci antivirali.
13:34
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21/05/2009
Trico
La pazienza è la virtù dei forti. Credeteci! E non lo dico solo a voi che aspettate invano più aggiornamenti da parte mia. Lo dico anche a me stessa.
Ieri il Team ICO ha rilasciato un video, per uso interno, soggetto quindi a cambiamenti di ogni tipo, dalla grafica al paesaggio, passando per suoni e contenuti, che dà a noi poveri mortali la speranza che prima o poi TRICO (ovvero ICO3) arrivi a uscire. Godetevelo anche voi.
Come potete vedere il vento soffia sempre, l'amicizia non manca, c'è un ragazzino come protagonista, e la vicenda è ambientata nello stesso mondo ricco di antiche rovine di ICO e Shadow of the Colossus. Le premesse per qualcosa di magico ci sono di nuovo tutte quante.
Ah, sì.Quella cosa a metà strada tra una iena, un topo e un uccello dovrebbe essere un grifone o giù di lì. Me li ricordavo diversi, ma vabbè.
Detto questo, siore e siori, sappiate che oggi vado a fare la dichiarazione dei redditi (emozione), che la progettazione "verde" del cortile procede, e che la Duda ha preso l'abitudine di passeggiarmi sopra di notte intimandomi "pasàe!".
Se devi passare, passa, tesoro. Che altro posso dire.
09:32
Scritto da : panbox
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18/02/2009
Grazie Derfsonic, grazie Fumito.
Non riesco a smettere di pensare a ICO. Ve ne ho già parlato (in una rece che riletta adesso mi fa schifo, ma pazienza), quindi sapete quanto mi sia piaciuto giocarlo.
Il fatto è che qualche giorno fa mi sono imbattuta per caso in questa playlist su YouTube, in cui un tizio (a cui vanno tutta la mia riconoscenza e ammirazione: grazie Derfsonic) mette a disposizione del popolo i video del gameplay dell'intero gioco, uno scenario dopo l'altro, fino alla fine. E io, tra una disinfestazione e l'altra del maligno conficker, mi sono riguardata tutti e 19 i filmati, e alla fine mi sono di nuovo commossa e insomma... E' una storia così bella. Scusate, vado un attimo a soffiarmi il naso.
E quindi friggo. Friggo perchè ho letto che il team degli sviluppatori del gioco, lo stesso che poi ha scodellato Shadow of the colossus che è il prequel di ICO, sta lavorando a un sequel! Fumito Ueda, sei il mio eroe! Fammi il seguito di ICO! E ti prego, fallo bene ma spicciati.

12:40
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16/02/2009
Hard life
15:19
Scritto da : panbox
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24/06/2008
Shadow of the colossus
Sopita, dimenticata, trascurata a causa delle incombenze materno-sponsali, la passione tutta infantile per il videogioco a volte mi si riaffaccia alla mente. Tipo oggi. Tipo ora.
Ho scoperto che il team di sviluppatori di ICO è al lavoro per mettere insieme un nuovo gioco. E io lo voglio, assolutamente (incidentalmente, quindi, desidero anche una PS3, mannaggia mannaggia). Sbrigatevi a finirlo!
La notizia ovviamente mi ha fatto ripensare anche ad un altro gioco, molto bello anche se non al livello di eccellenza di ICO. Mi riferisco ovviamente a Shadow of the colossus (abbreviato in SOTC), uscito per PS2 nel 2006, e sviluppato dallo stesso team Sony che sfornò ICO a suo tempo, e che ora sta lavorando a questo progetto non meglio definito.

Per ragioni completamente ignote -mente femminile guidata dagli ormoni? Età? Sclero?- ultimamente ripenso molto spesso a SOTC, quindi spinta da questo rinnovato fervore ho deciso di tediarvi parlandovene.
Dunque dunque. Che SOTC e ICO vengano dalle stesse mani si vede anche solo a colpo d'occhio: la grafica è molto simile. Cioè è bellissima. La storia invece è tutta un'altra cosa. In SOTC l'eroe passa il suo tempo cavalcando in una landa infinita e desolata, disabitata e spazzata dal vento, per cercare una sfilza di colossi da trafiggere a morte uno per uno.
Altro che tenere per mano una dolce ragazzina luminosa, che guarda le tue corna con languore! Qui scorrono sangue e sudore, e inoltre c'è un cavallo che si chiama Agro. Come le cipolline sott'aceto.
Il motivo per cui Wander -il protagonista- galoppa e affetta ovviamente è straziante: lo fa per accontentare una sadica divinità che gli promette, in cambio, di resuscitare una ragazza che lui ama teneramente (morosa? Sorella? Non è dato sapere. Ma più morosa, secondo me: quegli sguardi da cocker che lui le lancia quando la depone sull'altare dello Shrine of Worship sono rivelatori).
Come in ICO, anche qui il patema la fa da padrone. Dal che ho dedotto che questo team di sviluppatori dev'essere composto da nerd che non hanno mai visto -figurarsi sfiorato- una donna in carne ed ossa in tutta la loro triste e desolata vita, trascorsa smanettando -ehm- il joystick della loro console. Cambiamo argomento subito.
Dicevo, la grafica. Stupenda. La sensazione della vastità della terra proibita in cui si svolge la triste vicenda è davvero palpabile. Il vento fischia, la nebbia si leva in lontananza, le foreste sono ombrose e i deserti torridi. Le rovine di una perduta civiltà incombono maestose, antiche, misteriose. La cosa che colpisce di più è il silenzio, così raro nei videogiochi tipici. I colossi poi sono meravigliosi. Non grandi: enormi. Wander ci si deve arrampicare sopra, aggrappandosi a scaglie, pelliccia, pietra o che so io, per raggiungere i punti vitali e colpire, mentre i suddetti bestioni cercano di scrollarselo di dosso in ogni modo. Ed è toccante constatare che molti colossi sono inerti e pacifici giganti, che non solo non hanno nessuna voglia di morire, ma che se lasciati in pace eviterebbero anche di nuocere. Ucciderli è un po' come sparare sulla croce rossa. Una croce rossa pelosa e appariscente, ok, ve lo concedo.

Giocare è facile. SOTC è alla portata anche dei meno smanettoni, tipo me. E' vero che per montare in groppa ai bestioni alle volte si fa una discreta fatica, e che bisogna acquisire un'ottima padronanza di guida del cavallo, altrimenti non si va avanti -letteralmente-. Ma appresi i rudimenti il resto è una passeggiata. Il difficile di volta in volta sarà o trovare il colosso di turno, o capire dove sono i punti vitali (e restare aggrappati al gigante quel tanto che basta per infilzarlo a dovere).
La colonna sonora. Epica, potente, evocativa. Mi basta riascoltarla -e lo sto facendo ora mentre vi scrivo- per sentire i brividi e riassaporare la sensazione di essere dispersa in mezzo al nulla, assieme al cavallo cipollino. Mi sento altrettanto epica ed eroica. E sola, e infelice. Questi sono giochi gente, altro che Grand theft auto che al massimo ti insegna come diventare mafioso!
Per darvi un'idea della bellezza della colonna sonora vi posto un filmato. E' l'intro del gioco. La sentite la saga che vi scorre nelle vene? La tragedia incombente? Il vento fischiante? Emozionatevi, Santo Dio!
Quando venne annunciata l'uscita di SOTC in molti -me compresa- rimasero male venendo a conoscenza che il gioco non era correlato ad ICO. E invece poi si venne a sapere che -birichini birichini- quei brighella degli sviluppatori avevano ambientato entrambe le storie nello stesso mondo. Non solo. Gli stessi brighella hanno anche ammesso che Wander è un diretto antenato del piccolo ICO. E chiunque abbia giocato SOTC sino alla tragica, poetica e struggente fine, sa bene di cosa sto parlando.
Il gioco merita. E' facile, persino corto, ma lascia nel cuore un segno duro a morire. Provare, provare, provare!
15:15
Scritto da : panbox
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02/05/2008
PS2: ICO
Continuo con l'argomento videoludico, perchè sto scrivendo questo post di seguito al precedente. Dato che nei prossimi giorni non mi collegherò mai, vi lascio qualcosa -che farò pubblicare in seguito- da leggere. Così non vi dimenticherete del mio povero piccolo blog, trascurato dalle masse.
Let's go. Un altro gioco assolutamente da provare è ICO. E' uscito nel 2001, quindi anche questo è un po' vecchiotto, ma almeno non ha 10 anni. Inoltre è disponibile in PAL, e gira sulla Play2, il che lo rende alla portata di molti.

Inutile dire che anche questo è un gioco che mi ha entusiasmata sin nelle midolla. Se cercate qui e là in rete, troverete associato al titolo l'aggettivo poetico. Il gioco viene infatti definito tale dalla stragrande maggioranza di chi l'ha provato. Io aggiungerò che è toccante, profondo, vero (anche se fantasy), delicato e struggente.
Il gioco narra la la storia di un bambino che, sfortunatamente per lui, nasce con un bel paio di corna bovine. Pertanto, raggiunta l'età giusta, viene murato in un'urna all'interno di un castello dai suoi sadici compaesani, che per superstizione si comportano da veri razzisti nei confronti dei piccoli cornuti. Ma prima di tirare le cuoia, il piccolo Ico riesce a liberarsi da quella che avrebbe dovuto essere la sua tomba, e uscito dall'urna inizia a cercare un modo per scappare dall'enorme castello. Che è gigantesco, ombroso, umido e massiccio -in puro stile medio evo europeo-.
Il nostro eroe, poco dopo l'inizio della sua avventura, incontra una ragazza, delicata e totalmente inerme, che sembra fatta di bianchissima luce. La libera dalla gabbia che la imprigiona, e impara immediatamente due cose. Che le belle fanciulle un po' più grandi dei piccoli cornuti sono affascinanti, anche se parlano una lingua sconosciuta. E che delle ombre oscure, mostruose, grosse e violente, cercano di catturarle e riportarle in gabbia non appena possono (e possono spesso). Ma per le donne questo ed altro. Anzi, per gli amici. E infatti Ico lotta dall'inizio alla fine del gioco per tenere Yorda, la ragazza, al sicuro, e farla scappare assieme a lui.

La storia di Ico e Yorda è particolare, e molto più profonda di come può sembrare qui su due piedi. I protagonisti tra di loro comunicano solo a gesti, inframmezzati da brevi parole in due lingue diverse, ma fanno gioco di squadra e ce la mettono tutta per scappare, sfuggendo alle ombre. Yorda è indifesa, semi incapace. Non può lottare. E' debole, lenta, non si sa arrampicare e per giunta salta poco e male. Quindi Ico la tiene praticamente sempre per mano -perchè altrimenti lei si perderebbe-, il che risulta veramente commovente. Dopo pochissimo ci si preoccupa sul serio di cosa potrebbe succedere lasciando sola Yorda, il che ogni tanto deve per forza accadere, e si fa tutto di corsa, cercando di trovare il modo di farle superare gli ostacoli, prima che un'ombra la venga a prendere mentre Ico non è lì con lei a proteggerla.

In compenso aprire porte speciali, o anche solo salvare il gioco, è fatibile esclusivamente con Yorda al proprio fianco. E' lei che apre le porte degli idoli, lei che si siede accanto a Ico su certi sedili di pietra, e quando finalmente lo fa possiamo trarre il fiato e salvare la partita fin lì. Anche se è lenta, e a volte persino tonta, il suo candore e la sua fiducia in Ico sono tali da renderla preziosa anche per chi gioca. Il che dà la carica quando c'è da bastonare le ombre. Quante legnate si danno e si prendono! Le ombre sono tante, grosse, cattive, e Ico è solo, piccolo e scarsamente armato (almeno all'inizio), ma per Yorda si parte alla carica sempre, ci si alza e rialza, e non ci si arrende mai.

Ma il terzo protagonista della vicenda è il migliore. Il castello. Reale, enorme, massiccio. Stupendo. Effetti visivi (foschia in lontananza, prospettive, luci e ombre) e sonori (il silenzio tombale rotto dal fischiare del vento o lo scrosciare di acqua, e ogni tanto qualche suono rivelatore, stante ad indicare ombre in arrivo, o Yorda in pericolo) creano l'idea di un luogo realistico, in cui ci si muove con il massimo piacere.

Insomma, il gioco merita assolutamente, e una volta finito non lo si dimentica più. Tiene sempre in tensione, obbliga a ingegnarsi parecchio per avanzare da uno scenario all'altro, senza mai annoiare, senza cali d'attenzione. E strizza il cuore come uno straccio, sino alla fine. Anzi, a proposito: per vedere la vera fine bisogna aspettare pazientemente di veder scorrere tutti i titoli di coda del gioco, ascoltando una canzone struggente quanto bella. Ve lo dico per non dovermi sentire responsabile di eventuali magoni altrui. Grossi magoni. ICO infatti parla di sentimenti, di amicizia, persino di amore (il piccoletto fa gli occhi dolci a Yorda e viceversa. Nel gioco non si vede, ma si capisce che il bambino ha del tenero per la candida fanciulla, che a sua volta vede nell'eroe cornuto ogni possibile virtù), e per questo coinvolge sino in fondo il giocatore, emozionando tantissimo.
Giocatelo, mi ringrazierete. Sul serio.
10:00
Scritto da : panbox
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30/04/2008
PsOne: RPG forever!
Oggi vi tedierò con la mia passione per i videogiochi. Sì, lo dico con orgoglio. Ho un passato e un futuro da videogiocatrice. Il presente è un po' più orientato alla maternità, ma è solo questione di tempo.
Veniamo a noi.
Ai miei tempi, videogioco era sinonimo di un enorme catafalco giacente in un bar o circolo, contenente il necessario per giocare a tetris, a pac-man, o a qualcos'altro in cui tipicamente dovevi sparare a raffica, consumandoti polsi e falangi. Mi ricordo benissimo di questi miei imberbi coetanei, che smanettavano joystick e pigiavano pulsanti a velocità inaudite.
C'era anche la versione casalinga di tutto ciò, consistente in un baracchino che attaccato alla tv ti permetteva di immedesimarti in una versione alquanto semplificata e rettangolare di McEnroe. Il divertimento consisteva nel far transitare su e giù per il video questo rettangolino -più o meno piccino-, per cogliere al volo la pallina.
Finchè i videogiochi si sono limitati a questo non mi hanno mai detto granchè. Ma poi è arrivata la playstation. Grigia. Col coperchietto rotondo. Simpatica.
Di giochi ne esistevano già allora un'infinità, ma personalmente mi piacevano praticamente solo gli RPG. I JRPG, per essere precisi. I videogiochi di ruolo di ispirazione anglosassone -quelli che somigliano molto a Dungeons and Dragons, tipo neverwinter qualche cosa- non mi hanno mai appassionata. Poca storia, poco pathos, immedesimazione nei personaggi zero. Naaaah! I JRPG, invece, sono di tutt'altra pasta. Disegnati spesso in anime style, più fantasiosi, più liberi, con storie interessanti, parentesi umoristiche, magari anche un certo lato Sci-Fi. Sono belli.

E il più bello di tutti è Xenogears. Il miglior RPG mai creato per console. Un capolavoro tale che nonostante la grafica datata (risale al 1998), se viene giocato ancora adesso cattura con la sua storia complessa e profonda, il gameplay essenziale, e i personaggi sfaccettati. L'ho giocato tre volte, e tutte e tre le volte l'ho finito con un misto di trionfo (più di 80 ore per arrivare in fondo, parliamone) e tristezza.
Tutto in Xenogears sembra fatto apposta per creare nell'animo del giocatore l'idea di essersi imbattuti in qualcosa di unico, una vera pietra miliare.
Intrigano persino i pettegolosissimi retroscena, che stanno alla base dello sviluppo dell'RPG da parte dell'arci-nota casa produttrice. La Squaresoft. Quella di Final Fantasy, capito? C'è del torbido, gente! E siccome mi rode da morire il modo in cui la Xeno-saga è stata trattata, mi riprometto di parlarvene un giorno o l'altro.
Comunque. Per giocare Xenogears, cosa che vi consiglio caldamente di fare, o si vìola la legge, o si spendono più soldi del previsto. Difatti Xenogears non è mai stato lanciato in PAL. Noi europei in teoria avremmo dovuto farne a meno. Quindi o ci si compera una play NTSC, o si modda una play europea. Anche una Ps2 va bene. In realtà c'è chi lo gioca anche su PSP, ma qui mi trovate impreparata. Bisogna che chiediate come fare a qualche smanettone (tutti ne conosciamo qualcuno. Sono puzzolenti e insopportabilmente saccenti, ma visto che paghiamo loro la cena almeno una volta a settimana, perchè i furbastri hanno sprecato tutto lo stipendio in manga, video e giochini vari, penso possano fare uno sforzo per noi non-iniziati).

Vale la pena? E' il miglior RPG mai apparso sino ad ora, direi proprio di sì. Vale davvero la pena darsi un po' da fare, tirando fuori qualche soldino. Se piacciono gli RPG, ovviamente.
Il gioco manco a dirlo è sottotitolato in inglese, ma la cosa ha un suo risvolto positivo. Io ho imparato a comprendere -al 90%- un testo in inglese proprio con Xenogears. Voglio dire, è utile: dopo sono riuscita a leggere Harry Potter in lingua originale. Ma se la pigrizia è il vostro mestiere come lo è spesso anche per me, allora qui troverete delle patch da applicare al disco originale. Tali patch sono state create dallo staff di SadNES cITy, composto da orgogliosi ragazzi, veri pazzi scatenati, che hanno tradotto i due CD del gioco in italico idioma. Hanno tutta la mia ammirazione.
Ve lo ripeto. Provatelo.
Per darvi un'idea di massima di storia, personaggi, e gameplay, vi segnalo Xenogears: God and Mind ritrovo degli appassionati della saga, un filmato su Youtube con l'intro del gioco (puro anime, vedete? E la sentite la musica? Il miglior lavoro mai fatto da Mitsuda Yasunori. La colonna sonora del gioco è fantastica, resta nel cuore. Certo che ce l'ho, che domande.) e vi aggiungo qui e là qualche screenshot. Ma occhio, anche se i personaggi sono in 2D (solo gli scenari sono in 3D) e la grafica nel complesso è vecchiotta, quello che conta è la trama. Filosofia, religione, Sci-Fi, fantasy, sentimento, crescita personale dei protagonisti. Tutto questo e ancor di più.
Sto riguardando il filmato che vi ho linkato e ho un po' di brividi. Lì c'è una fetta della mia gioventù spensierata.
Giocaaaaaaaaateloooooooooo......

11:10
Scritto da : panbox
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