27/03/2009

Drawings and stars

Una volta sapevo disegnare. Una volta tipo milioni di anni fa. Se fin da bambina ho sempre desiderato scrivere storie, è pur vero che sin da allora ho sentito anche il bisogno di disegnare quello che mi passava per la testa.Tant'è che poi ho fatto il liceo artistico. Se non che mettere su carta quello che immagino si è rivelata un'attività terribilmente lunga e faticosa, perchè io sono lenta, pignola, e facile alla noia. E quindi da anni non disegno  praticamente mai. A parte quando qualcuno mi telefona e mi trovo con una penna e un foglio davanti (che allora riempio di facce, occhi e bocche).

Però ieri per vie traverse (stavo cercando di capire che tecnica usi Dave McKean per creare le sue bellissime illustrazioni) sono incappata nel sito e nel blog di Joshua Middleton, e ho visto questo.


 

Per la cronaca, sottolineo che disegnare direttamente in digitale non è facile, anzi. Insomma, per farla corta ho sentito di nuovo il brivido della creazione artistica attraversarmi il cervello. Durerà poco, ma nel frattempo cullo l'idea di illustrare la copertina del mio libro, un domani. Visto che ho una tavoletta wacom a casa potrei cercarmi dei tutorial su deviantart e fare qualche schizzo preliminare, quest'estate. Vedremo.

Passando oltre, mi sono iscritta ai feed del blog del telescopio Chandra, quello che fotografa il cosmo a Raggi-x. Ho visto questa foto e non ho resistito all'impulso di condividerla con voi. Sono i resti della supernova Tycho fotografati da Chandra in x-ray, dallo Spitzer in infrared e dall'osservatorio di Calar Alto in Spagna, combinati assieme. La supernova è stata dedicata a Tycho Brahe perchè 400 anni fa circa, ai tempi del suddetto astronomo, dalla terra se ne vide l'esplosione e Brahe la studiò. E' una figata eh?

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Credit: X-ray: NASA/CXC/SAO, Infrared: NASA/JPL-Caltech; Optical: MPIA, Calar Alto, O.Krause et al.

07/02/2009

Stringhe (occhio che non vi si slaccino)

Nel mio recente vagabondaggio nell'infido territorio dell'astrofisica, sono incappata per caso nella Teoria delle stringhe. Non ve la faccio lunga: questa teoria (che per il momento non ha il minimo straccio di una conferma sperimentale) è una gran figata perchè potrebbe riuscire a far tornare i conti, unificando tutte le forze fondamentali in un'equazione sola Gravità, elettromagnetismo, nucleare forte e debole. Tutto. Insomma, il sogno bagnato di Einstein alla faccia di Godel. Non ci state capendo nulla, eh? Eh, certo. Non sono mica bruscoline.

Siccome anche io non è che abbia capito chissà che cosa, vi rimando a questo video su YouTube. Vi avverto: è il primo di 8, se volete vedervi tutto il documentario mettete nel conto di impiegarci un certo lasso di tempo.

 

 

Ci credo io? Alla teoria delle stringhe, intendo. Non lo so. Il signor Greene in un famoso libro parla di un Universo elegante, e di certo un'unica equazione e un solo modello che spieghino tutto, ma proprio tutto, quello che ci sta attorno, sarebbero belli e comodi. Certo però che la realtà insegna che di rado le cose a questo mondo e al di fuori di esso sono semplici e/o girano come in un teatrino prestabilito.

Comunque la faccenda è interessante. Prenderò il libro e me lo leggerò, poi magari vi faccio sapere (se ne esco viva).

 

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04/02/2009

2009 anno internazionale di astronomia

Per una volta che sono avanti, lasciatemi andare fino in fondo. Giuro che poi la pianto.

 

 
Il 2009 è stato proclamato anno internazionale di Astronomia. Tutti col naso per aria, gente.

03/02/2009

Hubble mon amour

Giusto perchè non riesco a smettere di pensarci. Qui di seguito Hubble e alcune immagini che nel tempo ci ha regalato. Come sia possibile pensare che Dio non esiste guardando certe cose resta per me un mistero, ma sorvoliamo. Tutte le immagini vengono da Wikimedia Commons (thank you Wiki, I love you). Enjoy!

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Il telescopio del mio cuore. Per la cronaca, Hubble era uno scienziato, quello che ha enunciato l'omonima legge: z = H0 D/c cioè tanto maggiore è la distanza della galassia e tanto maggiore sarà il suo redshift.
 
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Antennae galaxies, deve il suo nome al braccio a forma di antenna che protrude dal centro. E' una collisione tra due galassie a spirale iniziata milioni di anni fa, da cui sono nate bilioni di nuove stelle e super star clusters. Scusate, sono commossa, vado a cercare un fazzoletto.
 
Three_Red_Spots_Mix_it_Up_on_Jupiter.jpg
La grande macchia rossa di Giove, con due macchie più piccole, una delle quali entra a far parte di quella grossa. Probabilmente è così che la macchia si è mantenuta in salute negli ultimi 150 anni, fagocitando macchie più piccole...
 
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Quasar 3C 273. Sembra una caccola visto così, ma non fatevi ingannare: è solo lontanissimo. I quasar sono uno degli oggetti astronomici più impressionanti e spaventosi che ci siano là fuori, oltre che i più luminosi in assoluto mai osservati. Pare che al centro di ogni quasar ci sia un supermassive black hole, in cui cadono gas e polveri. Da cui la luminosità incredibile.
 
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Disco di polveri di fronte al nucleo di NGC 512.
 
Eta_Carinae_Nebula_1.jpg
La nebulosa Eta Carinae in "falsi colori" che servono a distinguere gli elementi gli uni dagli altri. Rosso per lo zolfo, verde per l'idrogeno e blu per l'ossigeno. L'immagine risulta dalla composizione di 48 foto più piccole e copre 50 anni luce ('sticazzi).
 
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La Galassia vortice, una classica galassia a spirale che si trova nella costellazione dei Cani da Caccia (mai sentita prima).
 
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Il buco nero al centro della galassia whirlpool M51. La x è data da polvere scura in shilouette rispetto al nucleo attivo.
 
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 L'aura luminosa attorno alla stella V838 Monocerotis che a gennaio 2002 divenne 600.000 volte più luminosa del sole. Così, da un momento all'altro, bang. Mah.
 
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Concludo con quest'immagine degli Eagle Nebula Pillars, incubatrici di polvere e idrogeno dove nascono nuove stelle.

02/02/2009

Viaggio ai confini dell'universo

Tra le molte passioni che ho c'è quella dello spazio. Non nel senso che mi piace stare larga, bensì nel senso di "spazio, ultima frontiera... lalaaaa lalalalalaaaaa...". Non a caso quando sento nominare il telescopio Hubble mi si inumidiscono gli occhi.

L'amore per lo spazio deriva principalmente da due cose: le astrofotografie che mi hanno mostrato le stelle in tutti i loro fichissimi colori, e il corso di geografia all'università che mi ha svelato che tutti gli elementi più pesanti dell'elio vengono dalle stelle. O qualcosa del genere. Di sicuro il ferro (Fe, evvai, qualcosa mi ricordo ancora) è uno dei prodotti della fusione nucleare delle stelle che stanno per tirare la crepa. E guarda caso il Fe fa parte dell'eme nell'emoglobina. Quell'affarino che fissa l'ossigeno nei globuli rossi. Insomma, possiamo dirlo a ragion veduta: le stelle le abbiamo nel sangue e senza non possiamo respirare. Che figata!

Giorni fa questo mio amore si è risvegliato. Ho visto un documentario su National geographic channel, che si chiamava Viaggio ai confini dell'universo (Journey to the edge of the universe). Se vi capita dategli un'occhiata. Parte dal sistema solare e poi arriva al big bang. Perchè come voi sicuramente sapete di già, viaggiare nello spazio significa anche viaggiare nel tempo. Insomma, sono rimasta lì a bocca aperta non so nemmeno bene per quanto, sentendo zero perchè mia figlia faceva un casino boia. Alla serata LOST il P.C. mi ha detto che c'è un vecchio libro che si chiama I primi tre minuti che fa al caso mio. Lo cercherò.

 

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Un fotogramma del documentario, una stella che viene mangiata da un buco nero. Dal sito italiano del National Geographic Channel.

 

Scendendo dal pero, vi comunico che ho finito After dark. Per essere un Murakami è strano. Non è scritto in prima persona al passato, come spesso lo sono i libri di Murakami, bensì dal punto di vista del narratore onnisciente che ci accompagna nel presente a vedere una serie di cose. A me il narratore onnisciente di regola sta sulle more, eppure qui alla fine non mi ha dato fastidio. In secondo luogo non è che succeda poi chissà che di strambo, anzi, poca roba. Però la storia è proprio bella. Toccante. Adesso la mia classifica dei preferiti è diventata la seguente

  1. Dance Dance Dance inarrivabile, una spanna sopra a tutti
  2. After Dark parimerito con Kafka sulla spiaggia
  3. L'uccello che girava le viti del mondo appena un filino sotto ma forse forse no
  4. Norvegian wood
  5. La ragazza dello sputnik
  6. La fine del mondo e il paese delle meraviglie che più ci penso e meno mi piace
  7. Tutti i figli di Dio danzano che sono racconti e insomma... non mi sono proprio piaciuti granchè. Per quanto Ranocchio salva Tokyo abbia un suo perchè.
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Sabato ho anche panificato. La Cesira ha fatto del suo meglio, ma avendo io protratto per due ore di troppo la lievitazione, il pane è venuto vagamente acido anche stavolta. Meglio vagamente che decisamente, son comunque passi avanti.

Non c'è altro. Baci abbracci e supernove a tutti voi.

08/07/2008

Contact

Per motivi assolutamente fortuiti, stamattina mi sono ricordata di un film che ho visto un sacco di tempo fa e che negli anni ho sempre rivisto più che volentieri.

 

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Parlo di Contact, diretto da Robert Zemeckis. Quello di Ritorno al futuro per intenderci. Come probabilmente saprete già, narra la storia di una scienziata, Ellie Arroway, convinta che esista la vita extraterrestre, dalla quale spera -tra le altre cose- di ottenere le risposte che l'Uomo si porta dietro da sempre. Chi siamo, perchè siamo, dove andiamo, che c'è per cena.

La giovane scienziata, molto brillante, assai affascinante ed estremamente cocciuta, infogna la propria carriera in cerca degli omini verdi, finchè un giorno non capta un segnale, di chiara provenienza extraterrestre, che le arriva in cuffia dritto dalla stella Vega.

Tale segnale prima pare essere solo audio, poi si rivela audio/video, ed infine multimediale. Non appena l'ossevatorio capta il messaggio, tutto il mondo s'interessa alla cosa, forze militari statunitensi in primis. Ellie viene tagliata fuori sempre più da quello che sente come il suo messaggio, la sua ricerca, la sua vita, e mastica amarissimo.

Con le istruzioni contenute nella trasmissione aliena, l'umanità spende un patrimonio e costruisce una macchina che si suppone farà viaggiare nello spazio il suo passeggero, probabilmente sino a Vega. Tale macchina risulta essere una specie di gru, con una navicella in cima, che viene mollata in mezzo a una serie di anelli, fatti roteare con gran dispendio energetico e impressionanti effetti speciali sul genere elettromagnetismo impazzito. Ellie cerca di vincere la gara per salire a bordo e diventare il pilota della macchina, ma perde sul filo di lana perchè ammette davanti a tutto il mondo di essere atea.

In quanto atea non può rappresentare al meglio l'umanità, che per una discreta percentuale crede in Qualcuno, sia esso Dio, Buddha, Allah o chi per loro. Ellie è disperata. Non potrà partire, non saprà mai cosa c'è là fuori, e questo solo perchè è un essere senziente guidato dalla ragione invece che dalle assurdità e fantasie delle religioni organizzate. Ma colpo di scena: la macchina esplode al collaudo, pilota incluso, per mano di un bombarolo. Ellie balza dunque in sella alla macchina numero due, costruita in gran segreto da un miliardario pazzo, e si proietta aldilà dell'atmosfera.


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Il viaggio dura 18 ore, durante le quali Ellie vede un'antenna dalle parti di Vega, una città aliena chiaramente disabitata, svariati fenomeni cosmici di una bellezza mozzafiato, una spiaggia californiana niente male, ed il suo defunto papà in splendida forma. Tale papà in realtà è un alieno che ha solo assunto le sembianze più consone per comunicare con la terrestre. Quando Ellie fa le sue Domande all'alieno, lui risponde come tutti i padri di questo mondo: non ne ha idea. Lo stesso metodo di viaggio che ha portato Ellie sino a lì non è farina del suo sacco, nè di quello dei suoi consanguinei. Gli inventori della macchina sono di una civiltà scomparsa, non si sa dove, non si sa perchè. Al che Ellie chiede quel che chiunque chiederebbe: e quindi? E quindi niente, le risponde papà, continuiamo a cercare, a farci domande, a intuire risposte. Intanto un primo contatto è stato preso, ora la razza umana sa di non essere sola. Il resto verrà col tempo.

Ellie torna indietro suo malgrado, in un lampo, proprio lei che pensava di stare via una vita intera a mitragliare di domande gli omini verdi. E non appena arriva sulla Terra si rende conto con autentico sgomento che pur essendo stata dall'altra parte della via lattea per 18 ore, tutti gli altri l'hanno solo vista cascare a piombo nel mare, a bordo della navicella. Per loro il viaggio non è accaduto.

Per la prima volta in vita sua Ellie si trova a dover chiedere agli altri di avere fede in qualcosa che va contro ciò che loro hanno o non hanno visto. Tutte le evidenze scientifiche dimostrano che la navicella è piombata di sotto come una pera dall'albero, giù verso il mare del Giappone, è passata attraverso gli anelli roteanti senza andare da nessuna parte.

Ellie stessa, se fosse nei panni degli scienziati della commissione che la interroga, si darebbe torto. Il suo tanto caro Rasoio di Occam le si ritorce contro. Eppure il sostegno popolare è dalla sua parte. La comunità scientifica non le crede, ma le folle sì. Ellie, verso la fine del film, capisce probabilmente che fede e scienza non fanno necessariamente a pugni, e che non avere le risposte adesso non significa che non esista risposta in senso assoluto. Ci sono cose che vanno aldilà del ti vedo-ti tocco-allora esisti.

Dato poi che il video della telecamera portatile che Ellie aveva con sè registra ben 18 ore di statico, ai piani alti decidono di dare un posto di lavoro alla dottoressa Arroway, invece che rovinarle del tutto la vita. Perchè sì, forse, chissà. Potrebbe aver ragione.

Il film è bello, credetemi. Ha 11 anni, ma non li dimostra. Plausibile, credibile, recitato e diretto benissimo, con personaggi indovinati che incarnano un po' tutti i punti di vista che si possono avere in merito ad alieni, fede, scienza, ragione, vita, morte e miracoli. E la sequenza del viaggio nello spazio è veramente affascinante, soprattutto se vi piacciono le astrofotografie tanto quanto piacciono a me.

Consigliato!

 

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 The Rho Ophiuchus Complex by *octane2 on deviantART