Qualitativamente vostra

Il problema è questo: il qui presente blog soffre di alti e bassi che non vanno niente bene, e me ne accorgo del tutto solo ora.

Traslocando i post mi sono resa conto che dato il loro contenuto ne avrei spostati di là meno di un quarto, perchè alcuni rasentano l’apoteosi della noia unita a quella dell’inutilità totale. Se a questa nuova consapevolezza uniamo il fatto che il trasloco è esso stesso l’apoteosi della noia capirete che andare in crisi è il minimo. Poi ci sono l’autunno col suo uggio e lo yoga che mi sta schiantando le ossa. Ho problemi.

Lo yoga non è male, in sè. E’ simpatico, tralasciando le ipotetiche menate oriental/filosofic/mantristiche che in me non trovano riscontro dato che 1) faccio yoga per la schiena non per raggiungere l’illuminazione, riguardo la quale lascio campo libero all’enel 2) faccio la versione di yoga da palestra, quello che è tutto fitness e niente mantra.

Quindi sì, lo yoga non è male. Però fa male. Durante e soprattutto dopo. Ho le chiappe a pezzi. E non ho esagerato, eh, non ho cercato di fare la figa toccandomi le rotule col naso o appoggiando i palmi a terra quando potevo limitarmi ai polpastrelli. No no, sono stata risparmiosa. Ho fatto l’eroe solo quando mi è stato chiesto espressamente dalla signora che guidava la classe, nel senso che c’è una posizione che si chiama proprio così. C’è anche il guerriero. Più tutta una serie di bestie. Cani e gatti, cani a testa in giù, cobra. E elementi architettonici quali il ponte. Tutto un mondo da scoprire, lo yoga. Beh, comunque, nonostante il mio risparmio son due giorni che mi fanno male punti anatomici che non credevo potessero dolere, perchè ero certa che fossero solo ciccia, non muscolo. Quindi o anche io ho i muscoli dove ce li hanno le modelle e le atlete, o la mia adipe può soffrire e io con essa.

Ma tornando al livello qualitativo del blog. Non mi piace questo andazzo, nè vedo come sia possibile che circa quaranta anime suppongo senzienti vengano qui a leggere certe insulsaggini. Ora basta, è ora di darsi una scrollata. Ergo, mi darò una scrollata.

Dopodichè vi segnalerò questa serie di DVD yogica: Namaste. Di yoga ce ne sono più varietà che di yogurt, e perdonatemi il gioco di parole moscio. Questo yoga qui sarebbe hata vinyasa, detto anche yoga flow, da non confondersi con l’ashtanga vinyasa (che nomi eh? E dovreste provare a chiamare le posizioni coi loro nomi indiani, tipo svadasana dudasana diariasana e via dicendo). In sintesi yoga flow sta per lo yoga in cui ci si muove al ritmo del respiro, in modo fluido (se lo sai fare), come in una coreografia. Ma comunque, vi segnalo questa serie non perchè io creda particolarmente nei videocorsi o sia diventata una yogi sfrenata. E’ che i filmati sono davvero belli, e la voce vellutata della signora Kate Potter profondamente rilassante.

Sul fronte scrittura ho varie idee, ne ho cestinate altrettante, ho buttato giù poco e niente, ma con la calma e la vaselina l’elefante… no, volevo dire, con calma e senza fretta prima o poi vedrete qualcosa anche voi.

Qualitativamente vostraultima modifica: 2009-09-21T09:45:00+00:00da panbox
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