Il caso Jane Eyre

 

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Sto leggendo Il caso Jane Eyre, di Jasper Fforde. E a malincuore devo dire che per quanto sia interessante e originale, persino divertente, il libro ha delle pecche gigantesche.

Tanto per cominciare il pov incentrato sulla protagonista vacilla e a tratti diventa una terza persona narrata… da chi? Non è dato sapere. Sarà il maledetto narratore onniscente, anche se a volte si ha l’impressione (ok, la certezza) che sia sempre la signorina Next a parlare. Ma come diavolo potrebbe? Per sentito dire? E allora scriviamolo, sant’iddio!

Poi certo, l’ambientazione è originale, persino geniale (dodo clonati, cronoguardie, tarli bibliofili, possibilità di entrare nei libri) ma certe scelte sono bislacche. Perchè si sono fermati ai dirigibili? Perchè sono belli? Certo, ma sono anche lenti. Oh, viene data una spiegazione, pare non fosse il caso di investire in una nuova propulsione. Peccato che al tempo stesso esistano centrali nucleari, veicoli a motore tali e quali ai nostri, possibilità di viaggiare nel tempo, una guerra centenaria in corso tra russi e inglesi per il possesso della Crimea che giustificherebbe l’uso e lo sviluppo di caccia bombardieri… e mi venite ancora a dire che i dirigibili sono credibili in questo contesto?

Non è tutto. Il cattivo del libro è una macchietta con la parlantina facile, in stile “evil overlord”, circondato da complici idioti come da tradizione. I comprimari sono o clichè, o rozzi tratteggi. La protagonista passa dall’insulsa totale alla dura tutta d’un pezzo, che dall’oggi al domani si esprime come un detective stile anni ’30, e spara spara spara. Quando fino a una manciata di giorni prima non aveva fatto altro che indagare sulle contraffazioni letterarie o giù di lì. Ma dai! E poi perchè dovrebbe aver tanta voglia di vendicarsi? Voglio dire, ok, è morto Tamworth. E allora? Ci aveva parlato tre volte in tutto!

E quel che è peggio, la storia spesso va avanti perchè sì. Il che mi perturba nell’intimo. A un certo punto della storia Miss Next risponde a una richiesta di aiuto via radio di un collega, e di conseguenza si caccia in un guaio vampirico. Perchè? Perchè è interessante far vedere anche quell’aspetto della realtà parallela inventata dal signor Fforde, ma con la storia che c’azzecca il capitolo 17? Un tubo. La cosa esilarante è che alla fine del capitolo 16 il nuovo collega di Thursday, quando la protagonista se n’è già andata via a cercare Stoker, ci rivela che sposerà Thursday Next ma lei ancora non lo sa (ennesimo mal gestito cambio di pov). E siccome la ragazza ha risposto alla chiamata di Stoker probabilmente non lo saprà mai perchè morirà quasi certamente. Ah, la ami davvero un casino, ragazzo! Sta andando a crepare e non muovi il culo di mezzo centimetro. Sei un uomo o un bambù in vaso?

Potrei continuare, ma è tardi. Mi limito a dire che, nonostante tutto questo, vado avanti con genuina curiosità. Anche se siamo già oltre la metà del libro e di rapire Jane Eyre ancora non s’è nemmeno ventilata l’ipotesi (appunto per chi redige la quarta di copertina: magari invece che enfatizzare tanto questo rapimento letterario si poteva scrivere qualcos’altro, perchè c’è chi potrebbe perdere la pazienza aspettando che Acheron Hades si dia una mossa e vada a rompere le scatole a Jane). Voglio sapere come andrà a finire, e poi i dodo sono bestioline simpatiche.

Del resto niente. Continua il trasloco da qui a wordpress, scrivo poco (cause varie), domenica partiamo per l’isola d’Elba.

The show will go on.

Il caso Jane Eyreultima modifica: 2009-08-27T23:40:00+00:00da panbox
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