La tigre e il dragone vestito d’autan

Mi aspettano. Si risparmiano in attesa. Digiunano ascetiche finchè non esco, e allora ingaggiano con me duelli all’ultimo sangue. Mio, s’intende.

Casa nostra è avvolta da una nube di zanzare tigre. Che dovrebbero pungere solo di giorno e invece no, cazzo, a me sempre. Di notte, di giorno, feriali, festivi, con l’autan, senza autan, con l’antizanzara bio, senza antizanzara bio. Sempre, porca boia. C’ho dei ponfi che sembro un gelato mandorlato. Quando rientro dalle sessioni di annaffiatura serale ho le caviglie che mi bruciano neanche fossero in graticola. E allora vai di dopopuntura e travasi di bile.

 

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Hai voglia a non mettere sottovasi e tenere le zanzariere. Dietro casa c’abbiamo il canale di scolo dell’inferno, a duecento metri in linea d’aria. Un rigagnolo statico come una fermata dell’autobus, putrescente, marcio, rigurgitante larve di zanzara. Se solo non contenesse le peggio cose del mondo in forma liquida ci si potrebbero far prosperare le libellule, ma no. Qui tutti giù coi pesticidi nei campi e quindi io mi gratto, santiddio! Ma perchè, mi chiedo, perchè esistono le zanzare, e perchè io gli piaccio così tanto? Misteri.

Comunque scrivo. Ho eliminato il capitolo sette accorpandolo al sei, e finito l’otto che ora è diventato il sette. E ho ancora grandi idee e voglia di fare (quando posso, come al solito). Rinuncio al riposo pomeridiano e a quello notturno, per scrivere. Il primo che mi viene a dire che non ci tengo abbastanza lo strozzo.

Sul fronte orticolo belle cose e altre meno. Lo zucchino numero uno soffre molto il caldo e mi preoccupa, perchè se i fiori gli si appassiscono tutti non appena sono sbocciati, vedrò mai delle zucchine? Domani per sicurezza tiro giù la tenda in balcone, simulando una giornata nuvolosa, e sto a vedere se i fiori se la passano meglio oppure no. D’altra parte la lattuga romana va che vola, idem il basilico, e ho usato per la prima volta i peperoncini. Madonna se piccano…

Vabè, ci risentiamo poi, magari in un momento che non cerco di scarnificarmi le caviglie. A bientot o come cavolo si dice.

La tigre e il dragone vestito d’autanultima modifica: 2009-08-12T23:27:00+00:00da panbox
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