Il figlio del cimitero

Il libro è come temevo non proprio ai livelli sopraffini di Coraline o Nessun Dove. Conta otto capitoli, su 345 pagine all’incirca, e di queste solo le 90 pagine del capitolo 7 meritano una totale attenzione. Gaiman scrive sempre bene, è gotico e originale, ma stavolta ha messo insieme un libro troppo frammentato. Lo spessore psicologico dei personaggi brilla per assenza e l’unica relazione tratteggiata con adeguato pathos e sentimento è quella tra Bod e il suo tutore, un vampiro di cui non viene mai detto che sia tale ma si intuisce nel corso della vicenda.

 

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L’idea che ha dato a me è quella di uno scritto freddo, in cui il ragazzino prova la voglia di vendicarsi solo perchè è d’obbligo in una storia in cui, a un orfano, viene svelato che i suoi sono stati assassinati. Gaiman sa fare di meglio.

Detto questo, il nasturzio non è spuntato. Era il zucchino quello che vedevo. Lavatrice vs natura, 1 a 0 per la lavatrice.

Continuo a scrivere, vi penso, vi bacio, mi abbronzo e a settembre andremo all’isola d’Elba.

Il figlio del cimiteroultima modifica: 2009-08-07T16:09:00+00:00da panbox
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