Lavori in corso

Sto cercando di capire se WordPress, abbreviato in wp dagli amici intimi, faccia al caso mio oppure no. Se la risposta sarà sì, chiuderò la baracca qui e la riaprirò di là. Dopo che avrò comprato un dominio sui aruba (immagino). Al momento infatti sto sfruttando l’ospitalità aggratis di altervista. Non mi potete trovare qui, nel senso che non ci sono davvero, faccio solo dei test. Come noterete per il momento la situazione è ancora parecchio work in progress. Mi piacerebbe potervi dire che sì, il blog verrà trasferito, ma la realtà è che non ho la minima idea di come dovrei fare per spostare le miriadi di immagini, pdf, mp3, file html, index.qualcosa e i cazzi vari da qui a là, e a meno che un genio non mi capiti tra i piedi entro adesso dovrò fare di necessità virtù.

Mi scoccia parecchio, perchè di solito quando chiudo con qualcosa non mi lascio dietro nemmeno la polvere. Brucio tutto. Ma internet è internet.

Come è ovvio inizio anche ad avvertire una certa nostalgia di myblog. Tipico. E’ come cambiare la macchina, quando ti arriva la nuova ecco che la panda smarmittata che maledicevi fino al giorno prima acquista il fascino della familiarità, delle battaglie vinte insieme mentre fuori infuriava la bufera di neve, di quella volta che assieme siete arrivati senza mai perdere lo sportello sino a Canicattì e là avete ammirato il tramonto mangiando un gelato niente male. Ma sono tutte cazzate. La vita impone tagli, rinunce, addii, e wp con la sua pletora di temi gratuiti e la sua miglior accessibilità amministrativa (se aruba non si rivelerà una sòla, è ovvio). Addio richieste continue di login a cui non segue l’accesso al pannello di controllo. Addio soffocante anelito a una grafica che non sono capace di mettere assieme da sola. Addio bianche scogliere di Dover. Come dice sempre la Duda all’ombrellone quando andiamo via dalla spiaggia verso le sei di sera, ci vediamo dopo, oggi pomeriggio. Che è come dire mai.

forza_maggiore.jpeg


Ho finito di leggere Causa di forza maggiore di Amélie Nothomb. E’ un libro pro fans, in cui la signora N. sfoggia il suo solito stile lungo una storia diciamo pure esile e strampalata. Eppure mi è piaciuto. La Nothomb ha il felice dono della prosa. Se qualcuno mi chiedesse “Diarista, quali sono i migliori dialoghi che tu abbia mai letto in un libro?” risponderei “quelli della Nothomb, mio giovane padawan” e se mi si domandasse “Diarista, e il linguaggio più essenziale ed efficace dove l’hai trovato?” direi “sempre lì, padawan, e ti ricordo che dovresti chiamarmi maestro e piantarla di pestami il mantello”. E se il padawan non lo facesse lo manderei a pulire le latrine di Jabba the Hutt.

Come forse avete intuito ieri sera sant’uomo ha portato a casa Star Wars in alta definizione. Fa un certo effetto contare i peli della barba di Alec Guinness. Sono parecchi, caso mai vi interessasse saperlo.

Lavori in corsoultima modifica: 2009-07-21T12:38:00+00:00da panbox
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento